Lunedì, 03 Agosto 2020 09:17

    Cracking: cause e contenimento

     Il cracking è una fisiopatia che raggruppa un insieme di fenomeni che possono verificarsi in pre e post-raccolta.

    Solitamente si verificano a partire dall’invaiatura in fase di “softening”, quando vengono accumulate alte quantità di acqua e zuccheri nella bacca e si ha riduzione di elasticità della buccia. Può manifestarsi in diverse forme ed interessare differenti parti della bacca: lesione all’attacco al peduncolo (cerchietto), lesioni longitudinali o a “croce” sulle facce laterali e lesioni che interessano la zona distale.

    Condizioni climatiche o squilibri idrici possono favorire l'insorgenza del cracking in uva da tavola.

     

    Anche per questa fisiopatia (Clicca qui per leggere l'articolo: Disseccamento del rachide cause e contenimento) non sono ancora del tutto chiare le cause, tuttavia un gran numero di studi effettuati nel mondo mostrano il ruolo primario di alcuni fattori predisponenti. Condizioni climatiche avverse durante le fasi di pre-fioritura e fioritura e durante la prima fase di forte accrescimento degli acini possono causare anomalie nella struttura della bacca. Questa può lesionarsi durante l’invaiatura a causa di piogge e/o elevata umidità relativa (UR), violente escursioni termiche giorno/notte e soprattutto a causa di squilibri idrici (stress dovuti ad alternanza di condizioni di bassa di sponibilità di acqua nel terreno a condizioni di elevata/eccessiva disponibilità).

     

    Come limitare il cracking
    Oltre a gestire in maniera ottimale l’umidità del terreno, è necessario impostare una equilibrato piano nutrizionale ed eventualmente apportare calcio (Ca++), nelle forme e nelle fasi in cui la pianta può assumerlo e ne ha maggior necessità. Il calcio è poco mobile all’interno della pianta e lo fa esclusivamente per via xilematica, in più il movimento nello xilema avviene prevalentemente dalle radici alle foglie e, molto limitatamente, dalle foglie al frutto. Il Ca++ è un elemento molto importante, in quanto funge da “ponte” fra i pectati della lamella mediana delle cellule adiacenti.

     

    Un basso contenuto di pectato di calcio nelle pareti cellulari determina problemi di consistenza nei frutti e predisposizione a fisiopatie come il craking in ogni fase evologica. La domanda evapotraspirativa della pianta deve essere soddisfatta con un adeguato contenuto idrico (da qui l’importanza di dotarsi di sistemi di monitoraggio dello stato del terreno, della pianta e variabili climatiche) per garantire apporto costante di acqua e minerali agli organi fotosintetizzanti ed evitare squilibri deleteri.

     

    Nell’impostazione della strategia di ingrossamento con fitoregolatori è importante considerare che applicazioni a concentrazioni elevate possono aumentare il pericolo che la fisiopatia si manifesti. Possono inoltre rivelarsi utili applicazioni fogliari con prodotti a base di boro e calcio in determinate fasi fenologiche dalla prefioritura alle primissime fasi di accrescimento degli acini.

     

     

    Testo e Foto: Luca Montemurro, agronomo
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