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    Giovedì, 08 Ottobre 2020 13:57

    Covid: quanto è costato alle aziende agricole?

    Le imprese agricole pugliesi hanno sostenuto costi pari a 10 milioni di euro per mascherine e gel igienizzanti.

    Questo il bilancio dei costi sopportati per mettere in sicurezza gli oltre 100mila operai agricoli impegnati nelle campagne, da quando a marzo è scoppiata l’emergenza Coronavirus.

    I dati sono della Coldiretti Puglia, che oggi ha organizzato, presso la Fiera del Levante di Bari, un incontro sul tema: "Lavoro nei campi ai tempi del Covid". I costi a carico delle imprese agricole per il welfare aziendale, ed in particolare per l'acquisto dei DPI, sono stati compensati dal credito di imposta solo per il 9%.

    Renato Pingue - direttore interregionale dell'ispettorato del lavoro per il Sud Italia - afferma ai nostri microfoni: "Durate le prime settimane il problema generale è stato, per le imprese, capire le misure da attuare, in che modo e in che tempi. C'era bisogno di incrociare i DPCM, le ordinanze delle regioni e le indicazioni generali. Le imprese si sono sentite smarrite. Nelle prime fasi c'è stata confusione ed il ruolo dell'ispettorato del lavoro è stato quello di cercare di mettere a sistema le varie norme. Per informare le imprese abbiamo realizzato dei webinar, chiamando in causa, attraverso la Camera di Commercio, le associazioni sindacali e datoriali. Il tutto per far sì che, in caso di visita dell'ispettorato del lavoro, tutti avessero ben chiaro il quadro normativo. Durante le prime verifiche le irregolarità sono state abbastanza elevate, ma in seguito agli appuntamenti online e dopo una vera e propria azione di assistenza da parte nostra, le violazioni sono crollate drasticamente.

    In foto: Renato Pingue

     

    La sicurezza dei lavoratori agricoli deve diventare un valore competitivo per le aziende, altrimenti i produttori, ancora una volta, saranno chiamati solo a sobbarcarsi ulteriori costi.

     

    Pietro Piccioni, Direttore Coldiretti Puglia, durante l'incontro ha affermato: "La sicurezza dei lavoratori agricoli deve diventare un valore competitivo per le aziende, altrimenti i produttori, ancora una volta, saranno chiamati solo a sobbarcarsi ulteriori costi. Occorre investire sul futuro competitivo delle imprese agricole, già penalizzate dai costi di burocrazia e lavoro, con una tassazione sul lavoro stagionale più alta che in Paesi come Francia e Spagna".

    Mentre sui produttori si abbattono, quindi, altri costi, la Grande Distribuzione, durante il lockdown, nonostante l'aumento dei prezzi, ha incrementato le vendite del 9%. Con un picco del 22% per i prodotti freschi. La squadra dei giornalisti di Presa Diretta, approfondirà l'argomento lunedì prossimo, su Rai3.

    “Sono stati stringenti i protocolli adottati dalle aziende agricole – ha aggiunto Romano Magrini - Responsabile nazionale delle Relazioni Sindacali e del Lavoro di Coldiretti - con un aggravio dei costi per la cartellonistica interna, i termo scanner, i trasporti con la riduzione a tratta del numero di operai condotti nei campi, la formazione, oltre al ridimensionamento degli spazi di lavorazione nelle aziende agroalimentari per garantire le distanze di sicurezza. Un impegno sul fronte della sicurezza a cui gli imprenditori agricoli hanno adempiuto con enorme senso di responsabilità, soprattutto rispetto agli oltre 100mila operai agricoli impiegati nelle campagne pugliesi”.

    Romano Magrini ha poi tirato le somme: "Le azioni comuni da intraprendere per far incontrare in maniera trasparente domanda e offerta di lavoro sono molteplici. A partire dal trasporto dei lavoratori nei campi, che rappresenta un aspetto fondamentale del business dei caporali, facendo controlli mirati, in particolare nei confronti delle cooperative senza terra che svolgono solo ed esclusivamente servizi agricoli, pulendo le sacche di grigio in tutti i segmenti del lavoro”.

    “Ciò passa anche dalla capacità di riuscire finalmente a sfruttare le risorse inutilizzate del Meridione. Coldiretti lo sta facendo, presentando progetti di sviluppo insieme ai principali gruppi industriali e bancari d’Italia, progetti che realizzano nuovi e moderni strumenti di gestione delle relazioni contrattuali lungo le filiere – conclude Magrini - che vogliono rappresentare un modello di coimprenditorialità, sostenibilità economica, ambientale e dello sviluppo dell’occupazione, nel rispetto dell’ambiente e del consumatore”.

    La Coldiretti, per concludere, ha colto poi l'occasione per chiedere alle istituzioni di implementare le opportunità occupazionali nel settore agricolo, attraverso interventi di stabilizzazione del lavoro, garantendo flessibilità e competitività all’impresa, continuità di reddito e sicurezza al lavoratore.

     

    Autore: Teresa Manuzzi 

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