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    Lunedì, 05 Luglio 2021 11:58

    Tignoletta, Lobesia botrana: ciclo biologico, danni e controllo

    La tignoletta (Lobesia botrana - Denis & Schiff) la ritroviamo in tutte le aree viticole del Paese. Le diverse generazioni - con voli spesso sovrapposti - sono condizionate dal diverso sistema di conduzione del vigneto ad uva da tavola (copertura con film plastico per anticipo e per posticipo, copertura con rete).

    Si confermano tre voli e tre generazioni complete, a cui si aggiunge un quarto volo con possibile sviluppo - anche se non completo - delle larve.

    Ciclo biologico e danni
    I tempi di sviluppo biologico della L. botrana nelle nostre aree sono influenzati, oltre che dalle condizioni climatiche, anche dalla presenza di organi vegetativi recettivi in vigneti sotto copertura. Al superamento della temperatura di 10 °C per 10-12 giorni inizia il primo volo e gli adulti sono attivi a temperature maggiori di 12 °C.

    Dall’inizio delle catture dei maschi, a circa 4 giorni di distanza, iniziano le ovideposizioni da parte delle femmine; a 6-7 giorni si riscontra invece la presenza dell’uovo “testa nera” (indice di prossima fuoriuscita della larva dall’uovo) e dopo 7-8 giorni si ha la larva che, dopo un breve periodo di attività all’esterno dell’acino (da alcune ore a massimo un giorno), vi penetra e si alimenta del suo contenuto senza rompere la buccia, ma fuoriuscendo da un piccolo foro per passare a un altro acino attiguo o per incrisalidarsi nel terreno o in altri siti riparati.

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    Sull’uva da tavola si ritiene che il controllo del fitofago possa essere effettuato (nel rispetto dei criteri e delle superfici idonee) con il metodo della confusione sessuale.

    Controllo con confusione sessuale
    Sull’uva da tavola si ritiene che il controllo del fitofago possa essere effettuato (nel rispetto dei criteri e delle superfici idonee) con il metodo della confusione sessuale, che ha raggiunto, con le diverse tipologie di diffusori, livelli di efficacia molto soddisfacenti, permettendo di ridurre il numero dei residui di insetticidi. I prodotti utilizzati per tale metodo sono essenzialmente di due tipologie:

    1. diffusori a rilascio continuo, costituiti da micro-capillari o capsule di materiale plastico poroso contenenti la sostanza feromonica erogata durante il corso della stagione, in modo continuo. Questi sono di due tipologie: a capillare singolo e a capillare doppio. Oggi sono anche disponibili diffusori in materiale biodegradabile che consentono di evitare operazioni di smaltimento;

    2. diffusori spray in bombolette aerosol inserite in appositi dispositivi elettronici (Puffer) per l’emissione del feromone in intervalli prefissati e in orari specifici, in relazione alle dinamiche comportamentali di accoppiamento (ore serali, notturne e prima mattinata). Il numero ridotto di diffusori (2,5/ettaro), la semplicità e la notevole riduzione dei tempi di installazione costituiscono prerogative positive di questi dispositivi.

    In entrambi i casi, i risultati delle numerose sperimentazioni hanno confermato una buona efficacia della confusione sessuale nel controllo della L. botrana, sempre che ci si attenga rigorosamente alle disposizioni prescritte in etichetta. La loro installazione deve essere eseguita prima dell’inizio del primo volo che, generalmente, coincide con l’inizio del mese di aprile. Maggiori indicazioni sui tempi di volo degli adulti possono essere ricavate utilizzando software previsionali che si basano sull’accumulo dei gradi °C per giorno, a seconda delle temperature attive (somma delle temperature giornaliere superiori ai 10 °C a partire dall’inizio dell’anno).

    Non si ritiene sia tecnicamente corretto, nonché economicamente sostenibile, applicare la tecnica della confusione sessuale ed effettuare 4-5 interventi con insetticidi. Possono essere giustificati solo 1-2 interventi che interessano essenzialmente i bordi del vigneto, controllando i criteri di applicazione dei diffusori e le caratteristiche dell’appezzamento. Altre volte gli interventi sono legati a un'eccessiva preoccupazione circa l’efficacia del metodo della confusione.

    Al fine di evitare danni sui bordi del vigneto, nei casi in cui è possibile, si consiglia di estendere l’applicazione dei diffusori oltre il vigneto, anche se di coltura diversa, in modo da considerare tali bordi come parte interna dell’area sottoposta a confusione.

    Nelle aziende in cui non si applica la confusione sessuale gli interventi con prodotti chimici devono essere programmati in relazione alle fasi fenologiche della coltura e agli stadi biologici dell’insetto. In tali casi non si può assolutamente prescindere dall’installazione delle trappole di monitoraggio innescate con feromone sessuale femminile, e da un monitoraggio puntuale che verifichi la presenza delle uova e delle larve sui grappoli.

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    Tignoletta della vite: Lobesia Botrana

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    Monitoraggio
    Va posta in evidenza la necessità di mantenere costante l’attività di monitoraggio del fitofago, rilevando gli adulti sia nelle trappole a feromoni da installare, sia sui bordi che nella parte centrale del vigneto, sia con rilievi visivi. L’assenza di catture nelle trappole situate all’interno della superficie sottoposta a confusione sessuale è condizione favorevole, ma non sufficiente per determinare un esito positivo della tecnica della "confusione".

    Pertanto i controlli devono seguire l’andamento biologico dell’insetto, monitorando anche le aree viticole esterne al perimetro del vigneto in confusione, al fine di verificare la curva di volo degli adulti e confrontarla con quella del proprio vigneto.

    I principi attivi per il controllo anche in bio
    I tempi di applicazione dei diversi insetticidi sono ormai ben sperimentati e sono essenzialmente condizionati dalla biologia dell’insetto e dalla scelta della sostanza attiva. È possibile - senza alcun rischio di riscontrare danni - evitare i trattamenti per la prima generazione (antofaga) che si svolge a carico dei fiori, in quanto la pianta è in grado di compensare la perdita dei pochi fiori distrutti dalle larve. Infatti, il peso e gli acini non variano fino al 30% di asportazione dei fiori. Per cui gli interventi vanno effettuati solo per le singole generazioni carpofaghe e opportunamente programmati.

    L’uso dei regolatori di crescita, in particolare dei MAC (acceleratori della muta: metossifenozide, tebufenozide), deve interessare essenzialmente le larve appena fuoriuscite dall’uovo, impedendo la formazione della prima muta. Per questo è necessario che la sostanza attiva sia irrorata entro 3-4 giorni dall’inizio delle catture.

    Le altre sostanze attive (Bacillus thuringiensis, acetamiprid, clorantraniliprole, indoxacarb, spinosad, spinetoram, emamectina) possono essere utilizzate entro 5-6 giorni dall’inizio delle catture. Questo perché la larva appena uscita dall’uovo deve essere bloccata, agendo sia per ingestione che per contatto. Le sostanze vanno in ogni caso ribattute dopo 8-10 giorni, in quanto la durata del volo degli adulti delle singole generazioni è abbastanza lunga e, pertanto, richiede una totale protezione dei grappoli.

    Autori: Antonio Guario1, Luigi Tarricone2, Vito Lasorella3, Onofrio Grande3, Nicola Antonino3, Francesca Tarricone2

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