Martedì, 13 Settembre 2016 07:28

    IVC Italian Variety Club: imprenditoria e ricerca fanno rete per l'uva da tavola di domani

    Domenica 11 settembre 2016, presso la Fiera del Levante di Bari, si è tenuta la conferenza stampa di presentazione della Rete di Imprese Italian Variety Club (IVC) all'interno del Padiglione UnionCamere.

    L'evento, introdotto da Nicola Borracci (Presidente Comitato di Gestione Rete IVC) e Luigi Triggiani, (Coordinatore di Unioncamere Puglia) ha visto gli interventi di Carlo Fideghelli (Presidente Comitato tecnico scientifico Rete IVC) e Luigi Catalano (Componente Comitato tecnico scientifico Rete IVC) che hanno illustrato gli obiettivi e i risultati finora raggiunti dalla Rete di Imprese. A moderare la conferenza Rossella Gigli, Manager e Caporedattore di FreshPlaza.it.

    il tavolo dei relatori

    Il tavolo dei relatori. Da sinistra: Luigi Catalano, Rossella Gigli, Nicola Borracci, Luigi Triggiani e Carlo Fideghelli.

    Che cos'è Italian Variety Club? Avete presente quando i politici o i vertici istituzionali parlano di "sinergia" e cooperazione tra ricerca e imprese? Bene, in questo caso non si è solo parlato. Ben 17 imprese e 2 istituti di ricerca hanno dato vita ad un ambizioso programma di miglioramento genetico mirato alla costituzione di nuove varietà di uva da tavola che ben si adattino e possano esprimere al meglio le loro caratteristiche in condizioni pedoclimatiche mediterranee. Ciò significherebbe arricchire l'offerta sul mercato e rendere più competitivo il comparto dell'uva da tavola italiano.

    il prof. Carlo Fideghelli

    Il Prof. Fideghelli durante il suo intervento.

    Il progetto vede la partecipazione di Sinagri srl (spin-off dell'Università di Bari), il Centro di ricerca, sperimentazione  e formazione in agricoltura di Locorotondo "Basile Caramia" ed alcune aziende agricole a cui afferiscono le più importanti packing house del territorio.

    Il programma di miglioramento genetico non prevede l'utilizzo di fondi pubblici. A finanziare le ricerche saranno i partner della Rete IVC che nel complesso garantiranno 250 mila euro l'anno di capitali privati per 5 anni.

    La platea durante la conferenza stampa.

    Il primo risultato importante della neonata Rete IVC è stato la capacità di coinvolgere ed unire tante aziende, che finora avevano operato singolarmente nel settore, per raggiungere un obiettivo comune: la crescita e lo sviluppo del comparto dell'uva da tavola.

    Attualmente, su 20 selezioni di uve con e senza semi in fase di valutazione, 4 selezioni (3 bianche e una nera) hanno destato maggiore interesse e saranno oggetto di ulteriore sviluppo.

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    Autore: Teresa Manuzzi

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