Mercoledì, 05 Febbraio 2020 08:40

    Il tribunale di Bari nega l'espianto ad IFG

    Come anticipato nel corso di un nostro colloquio, la definizione dei rapporti tra i cd “breeders” era al centro della causa C-176/18 dinanzi alla Corte di Giustizia dell’Unione Europea.

    In data 19 dicembre 2019, confermando l’opinione che l’Avvocato Generale aveva già pubblicato qualche mese prima, i giudici del Lussemburgo hanno definitivamente chiarito alcuni punti fondamentali, tra i quali la possibilità di chiedere ed ottenere provvedimenti quali lo sradicamento e la distruzione di piantagioni precedenti la data di concessione della privativa.

    Con un recentissimo provvedimento, il tribunale di Bari è stato il primo ad applicare la Sentenza della Corte di Giustizia in un contenzioso con il quale un breeder statunitense, ottenuti i primi provvedimenti cautelari relativi alle analisi genetiche sui campioni di uva coltivati dagli agricoltori assistiti dall’Avv. Paride Lo Muzio, chiedeva anche altre misure cautelari (inibitoria, pubblicazione del provvedimento e penali), nonostante proprio dalle perizie e analisi emergeva chiaramente come le varietà fossero state piantate prima della concessione della varietà in capo al breeder.

    Richiamandosi ai principi affermati dalla Corte di Giustizia in risposta alle questioni sottoposte con rinvio pregiudiziale dal Tribunale Supremo spagnolo, il Tribunale di Bari ha quindi confermato soltanto i primi provvedimenti, respingendo ogni altra domanda del breeder, e chiarendo come “nelle more di tale periodo [nda: periodo tra il deposito della domanda e la concessione della privativa], l’unica forma di tutela è costituita dall’art. 95 Regolamento No. 2100/94 per cui per gli atti anteriori alla concessione della privativa, il titolare può esigere un indennizzo adeguato da parte di chiunque abbia commesso, nel periodo compreso tra la pubblicazione della domanda di privativa comunitaria per ritrovati vegetali e la concessione della stessa, un atto che gli sarebbe stato vietato, dopo tale periodo, in virtù della privativa comunitaria per ritrovati vegetali”.

    È evidente l’importanza del provvedimento dei giudici baresi nella definizione di molti contenziosi relativi alle pretese violazioni dei diritti di privativa nelle uve seedless (prodotte quasi totalmente in Puglia), anche tenuto conto della dichiarata intenzione di ottenere “lo sradicamento delle piantagioni illegali” da parte di alcuni breeders.

     

    Autore: Roberto Manno
    ©uvadatavola.com

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