Martedì, 19 Maggio 2020 13:53

    Presenza di oziorrinco nei vigneti, che fare?

    Numerosi produttori di uva da tavola pugliesi (Nord barese, Sud Est barese e tarantino), segnalano la presenza pressante di oziorrinco.

    Le quali sono state raccolte dall'associazione ARPTRA (Associazione Regionale Pugliese dei Tecnici e Ricercatori in Agricoltura); a tal proposito abbiamo intervistato il presidente Vittorio Filì, le cui considerazioni hanno aperto scenari differenti, e pongono la necessità di nuovi approcci per il controllo dei parassiti.

    A tal proposito abbiamo intervistato il presidente dell'ARPTRA Vittorio Filì, il quale prima di entrare nel merito della questione fotografa la situazione: "L'Europa da diversi anni, in effetti, segue una politica volta alla diminuzione e limitazione di sempre maggiore principi attivi, come è accaduto per dimetoato, imidacloprid, clorpirifos, clorpirifos-metile e metiocarb ed altri. In breve tempo la lista sarà ben più lunga perché l'UE ha deciso di rispondere anche all'emergenza sanitaria del Covid-19 riequilibrando, dal punto di vista ecologico, il continente europeo".

     

    "Essa è al lavoro da tempo per mettere a punto degli orientamenti, definiti 'strategia della biodiversità' con l’obiettivo di 'far ripartire la natura nelle vite dei cittadini europei'. Questo comporterà un aumento delle aree protette - sia terrestri che marine -, l'obiettivo di diminuzione del 50% degli agrofarmaci, del 20% dei fertilizzanti ed un aumento delle superfici ad agricoltura biologica, che passeranno in media dall'8 al 25%".

     

    "Questa è la direzione chiara che sta prendendo l'UE e si tratta, a mio avviso, di una direzione irreversibile. Pertanto occorre che il tessuto produttivo del settore primario si adegui e si compiano per tempo i passi necessari per evitare che le filiere produttive siano penalizzate. In questo senso l'uva da tavola, essendo una coltura intensiva, soffre più di altre la nuova strategia europea perché è coltivata con metodi intensivi, su superfici molto vaste, e vede, di anno in anno, venire a mancare dalla 'cassetta degli attrezzi' gli 'strumenti' per contenere i vari parassiti che attaccano la coltura".

     

     

    Questo è dunque il panorama nel quale, quest’anno, ci giungono sempre più segnalazioni della presenza consistente del coleottero curculionide oziorrinco, una presenza molto più pressante rispetto agli anni passati.
    "C'è da sottolineare che questo tipo di infestazione non comporterà un danno fisiologico, perché l'Otiorhynchus corruptor erode le foglie - le seghetta - e solo in qualche raro caso scende anche sul peduncolo. Inoltre, l'insetto sporca la vegetazione a causa delle sue deiezioni, e in una filiera in cui le vendite e le contrattazioni avvengono proprio all'ombra del vigneto avere una vegetazione così mal messa gioca sicuramente a sfavore del produttore".

     

    "Di qui è facile allargare lo sguardo per notare come anche altri fruttiferi del Sud Italia stanno subendo attacchi da parte di altri insetti molto impattanti sulle colture, pensiamo alla Drosophila suzukii, alla mosca della frutta, all'Aleurocanthus spiniferus, a cicaline ed acari. Tutti parassiti il cui controllo non è facile per i produttori".

     

    I nematodi entomopatogeni potrebbero rappresentare una soluzione efficace per evitare che il problema si ripresenti nel 2021.

     


    Il produttore è chiamato quindi a ripensare al proprio approccio alla difesa delle colture
    "Esattamente, questa trasformazione necessita di consapevolezza, di integrazioni con nuovi strumenti, di maggiore dedizione ai monitoraggi. Per controllare l'infestazione da oziorrinco in vigneto non è assolutamente pensabile di fare ricorso a prodotti registrati su altre colture, dato che bisogna sempre ricordarsi che la gran parte dell'uva da tavola coltivata in Italia viene esportata, e che le eventuali irregolarità potrebbero mettere a rischio tutto il comparto".

    "Per affrontare situazioni come queste è necessario aprirsi a nuove soluzioni, gli strumenti ci sono. A tal proposito l'uso di nematodi entomopatogeni, soluzione biologica molto efficace, potrebbe essere di grande aiuto ai viticoltori per evitare che il problema si ripresenti nel 2021. Infatti d’accordo con i propri tecnici, si applicherà questo formulato attraverso l’impianto di irrigazione (dato che i nematodi entomopatogeni hanno bisogno di umidità), con l’obiettivo di colpire le larve, che da luglio in poi saranno presenti nel terreno, dove sverneranno. Considerando quindi che la vite da tavola effettua ripetute irrigazioni, a mio avviso questa soluzione potrebbe essere ottimale per sopprimere le larve e controllare quindi la popolazione di oziorrinco dell'anno prossimo".

     

     

    Autore: La Redazione

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