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    Venerdì, 18 Settembre 2020 14:55

    Stagione uve precoci, fa il punto l'agronomo Carlomagno

    Con l'agronomo Antonio Carlomagno, analizziamo gli eventi che hanno caratterizzato la stagione 2020 per le uve precoci.

    “A monte di tutto dobbiamo sempre considerare i fattori meteorologici perché in agricoltura influenzano il comportamento fisiologico delle varietà”, esordisce il tecnico dello studio agronomico Agriproject Group S.r.l., che segue aziende di uva da tavola in tutta la Puglia.

     

    Dal punto di vista meteorologico, cosa ha caratterizzato questa stagione per le cultivar precoci?
    "Pensando all’andamento meteo, abbiamo avuto un germogliamento molto favorevole, grazie anche ad un inverno mite. Pertanto i produttori che coltivano varietà precoci hanno goduto di una ripresa vegetativa molto uniforme e regolare. Purtroppo, il 25 marzo c’è stata una gelata. Fortunatamente non sono stati interessati tutti gli areali di coltivazione dell’uva da tavola. Nel Nord barese, ad esempio, solo una minima parte degli areali è stata stata colpita. I picchi termici negativi non si sono avuti nella fascia di territorio costiero. Ovviamente c’è stato un abbassamento termico, ma le stazioni meteo non hanno registrato temperature al di sotto dello 0 °C, si sono sempre fermate a 2 °C. Al contrario, nelle zone più interne del Sud-Est barese - Rutigliano, Casamassima ed Acquaviva delle Fonti - la colonnina di mercurio è scesa fino a toccare i -2/-3 °C e in alcune zone abbiamo registrato addirittura -7 °C. Questi ultimi sono areali che ospitano varietà tardive come Italia e Red Globe. Non è raro però trovare degli impianti di Superior Seedless® Sugraone. Questa cultivar attorno al 25 marzo è in una fase vegetativa molto avanzata, dalle 3 alle 5 foglioline spiegate o anche oltre. La letteratura scientifica conferma che sono sufficienti -2 °C per arrecare danno al 10% della vegetazione presente in un vigneto alla quarta foglia. I danni che si registrano sono, invece, pari al 90% se la colonnina scende fino a -8 °C. Pertanto gli impianti di Superior Seedless® Sugraone che hanno registrato -3 °C sono stati danneggiati quasi totalmente. Certo, c’è stata anche una ripartenza delle gemme di controcchio, ma sulla Superior Seedless® Sugraone le gemme di controcchio sono sterili, quindi questo ha provocato solo molta vegetazione, senza nemmeno un grappolo".

     

    "Anche nell’Arco Jonico, e mi riferisco per lo più agli areali del tarantino siti tra Massafra e Ginosa, abbiamo registrato degli abbassamenti di temperatura, ma non ci sono state problematiche particolarmente gravi. Solo sporadiche zone poste a fondovalle, dove si è accumulata maggiormente l’aria fredda, hanno registrato qualche danno. Per lo più si tratta di zone toccate solo marginalmente dalle gelate. La nostra viticoltura, essendo praticata per lo più sotto copertura, è in grado di sopportare meglio le gelate per irraggiamento, ma nulla può contro le gelate per avvezione. Tipologia di gelata, quest’ultima, che ha interessato i nostri territori a marzo di quest’anno. Abbiamo infatti subìto l’arrivo di una massa di aria fredda proveniente dai Balcani. In questi casi c’è poco da fare, purtroppo tutte le strategie in possesso del viticoltore - cercare di innalzare la temperatura al di sotto del tendone o creare delle cortine di fumo - possono davvero poco. Anche in alcune aziende viticole site tra Turi e Casamassima (zone del Sud-Est barese molto tardive) con cv Apulia o Italia che nei giorni della gelata presentavano una gemma dormiente/cotonosa e solo raramente con punte verdi, sono stati notati danni durante il germogliamento. Solo in questa fase ci si è accorti che all’appello mancavano il 15-30% delle gemme".

     

    Qual è stata la conseguenza su volumi e qualità?
    "Tutto questo non ha avuto ripercussioni sulla qualità del prodotto, che, anzi, ne ha guadagnato vista la riduzione del numero dei grappoli. C’è stato però bisogno di gestire il vigore soprattutto per varietà come la Superior. Perché gli squilibri in fase di fioritura hanno conseguenze nella bacca e nel grappolo. Inoltre, non dobbiamo mai dimenticare che le azioni compiute nel vigneto quest’anno si ripercuotono anche nella stagione successiva. Infatti, in vigneti interessati da riduzione del carico produttivo è opportuno gestire correttamente l'espressione vegetativa delle piante, per non indurre le stesse ad avere scarsa induzione e differenziazione a fiore delle gemme che germoglieranno l'anno successivo".

     

    Dopo la gelata la colonnina di mercurio è risalita.
    "Nonostante la gelata, le temperature registrate a maggio (mese che per le varietà precoci corrisponde con la fioritura) sono state favorevoli e, se paragonate a quelle dell’anno precedente, indicano che i due anni sono stati molto differenti. Le temperature miti e stabili hanno favorito il corretto espletarsi della fioritura, fondamentale per la riuscita della fecondazione e quindi della qualità finale del prodotto. Ciò ha portato alla completa formazione dei vinaccioli nelle varietà con seme. Ovvero acini ben formati e di grosse dimensioni nonché una bassa incidenza dell'acinellatura dolce e verde. Nelle varietà apirene (come Sugraone, Luisa, Attika), invece, le temperature elevate durante la fioritura hanno favorito sia la colatura fiorale, che la cascola dei frutticini appena allegati. Chiaramente, spesso tutto questo non è sufficiente e, a seconda delle specificità del vigneto, può rivelarsi necessario seguire la fioritura con trattamenti ormonali a base di acido gibberellico, al fine di ottimizzare la colatura dei fiori. In varietà particolari come la Flame, invece, le alte temperature armonizzano ed ottimizzano il risultato dalle applicazioni di acido gibberellico necessarie ai fini della corretta pulizia del grappolo. Aggiungo infine un episodio negativo: tra il 5 e il 6 agosto, a Mola di Bari (Ba), ci sono state delle precipitazioni molto copiose che hanno creato problemi soprattutto sulla cv Vittoria in piena fase di maturazione e raccolta. Il fenomeno ha provocato l’insorgenza del cosiddetto “cerchietto”, che rende invendibile la merce. Inoltre quella spaccatura rappresenta la via privilegiata per i marciumi acidi".

    Per le seedless invece?
    "Per le varietà apirene la temperatura è uno dei fattori più importanti, perché la fecondazione deve essere ottimale.
    Esistono degli errori di fecondazione anche per le varietà apirene che possono manifestarsi con fenomeni di acinellatura. Per le seedless - Sugraone, Luisa o Attika - possiamo utilizzare però l’acido gibberellico, che ci consente di seguire e indirizzare l’evoluzione della fioritura. Azione impossibile da compiere sulle uve con seme. Le operazioni da attivare sono sempre legate alle contingenze. Ad esempio, nella gestione della varietà Sugraone il tecnico è chiamato a decidere se adoperare o meno la gibberellina per il diradamento. Può infatti accadere che le alte temperature favoriscano un’ottima colatura in fioritura. Al contrario, per altre varietà (come Summer Royal o Timpson) al fine di evitare un'eccessiva colatura in fase di fioritura - causata quest'ultima delle elevate temperature - si può eseguire la spuntatura del grappolo ad inizio fioritura. La scelta, ovviamente, è sempre in funzione dell'espressione vegetativa del vigneto in questione, poiché ogni impianto ha una propria collocazione pedologica ed una situazione micro-climatica a se stante, che porta ad interazioni e comportamenti unici".

     

    Aspetti fitosanitari: quali avversità sono stati chiamati a gestire quest’anno agronomi e produttori?
    "L’oidio è stato indubbiamente il maggiore, pressante e costante problema fitopatologico che ha contraddistinto la campagna delle uve precoci 2020. Le temperature miti e le ventilazioni frequenti hanno favorito dapprima le infezioni ascosporiche e successivamente quelle conidiche, chiamate infezioni secondarie. L’oidio va gestito sin dal germogliamento, pertanto la difesa è stata oculata e attenta per tutta la fioritura e lungo tutta la fase di accrescimento dell’acino. Consideriamo che per le apirene si compiono anche dei trattamenti di stimolazione ormonale e concimazioni per lo più a base di azoto. Il tutto per favorire sia l’accrescimento della bacca che l’uniformità dei grappoli. Questo elemento rende i tessuti più teneri e quindi più suscettibili. I vigneti per l’anticipo sono per lo più coperti e sotto telo si determinano le condizioni ottimali per lo sviluppo dell’oidio. Nella fase di invaiatura, quando la suscettibilità degli acini comincia a ridursi, gli acinelli che non sono stati eliminati con la toelettatura dei grappoli, assieme al rachide, rappresentano fonte di inoculo per l’oidio".

     

    Tirando le somme, come valutare la prima parte della stagione 2020?
    "La nostra stella polare è il meteo; l’andamento particolare registrato nel corso del 2020 da un lato ci ha regalato delle temperature favorevoli in fioritura, dall'altro ci ha costretti a fronteggiare dei problemi imprevisti che ci hanno fatto penare".

     

    Autore: Teresa Manuzzi 

     

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